ALBERGO ROSSO (L’)
Numero Libretto: 3846
Formato: cartaceo
Numero Atti: 2
Anno:
Autore: PALLADINO PIERPAOLO
Lingua: ITALIANO
Dialetto: ROMANESCO
Quadri: 2
Traduzione:
Genere: COMMEDIA
Note:
Introduzione: <p>Una storia ambientata a Roma nel ’36, anno di demolizione di Spina di Borgo per costruire via della Conciliazione. Una famiglia di artigiani con casa e bottega proprio a Spina è costretta a lasciare tutto per trasferirsi precipitosamente nella periferica Garbatella in un albergo provvisorio dove gli sfollati avrebbero trovato “temporaneo” alloggio. L’Albergo Rosso, il più famoso tra gli alberghi suburbani progettati dal Sabatini, fu un esperimento di edilizia popolare che intendeva riunire “temporaneamente” le famiglie degli sbaraccati, per una coabitazione dettata da ferree regole di convivenza collettiva. Il problema della casa e della sopravvivenza quotidiana, in una città in rapida trasformazione è in questa commedia di vitale importanza, un’aspettativa che obbliga i protagonisti della vicenda a mettere a dura prova i loro rapporti familiari per adeguarsi ad un futuro incerto. Una famiglia come tante che senza passare alla storia, con la storia fece quotidianamente i conti.</p>
<p>LA MIA GARBATELLA<br />
L'”Albergo Bianco” è uno dei due enormi locali disposti dal regime ad accogliere gli sfrattati del quartiere smantellato per realizzare via della Conciliazione e consentire fin dal lungotevere la visione di San Pietro ed usare l’ampia strada per le sfilate fasciste. Mario Lunetta, che nacque in quell’ “albergo”, ne ricorda il clima ed un curioso episodio che vi capitò. La nota rievoca le finalità della storica costruzione ed il suo ricordo personale, mentre l’altra analoga costruzione – “1′ Albergo Rosso” – è il luogo scelto da Pier Paolo Palladino per collocarvi la vicenda da lui scritta per il teatro fra realtà e fantasia, e qui pubblicata La mia improvvida venuta al mondo si è verìficata alle cinque e venti a.m. del 23 novembre 1934. Un anno non troppo fausto, direi, segnato nella Germania di Hitler dalla Notte dei lunghi coltelli (30 giugno), mentre nell’Italia di Mussolini si preparava l’aggressione dell’Etiopia e il 9 maggio 1936 si sarebbe proclamata la formazione dell’Impero. Si può dire quindi, la mia, una nascita belluina e annegata in un clima di bieca retorica distruttiva, che gli anni a venire mi pare si siano poi incaricati di smentire in tutto ciò che ho detto, fatto e scritto. Ho aperto gli occhi su questa terra nell’Albergo Bianco della Garbatella, storico, delizioso quartiere popolare della periferia sud di Roma, il cui etimo leggendario è sempre rimasto di origini incerte. I due grandi Alberghi, il Bianco – presto adibito a Maternità – e il Rosso, rapidamente destinati a ospitare con qualche precarietà gli abitanti del centro storico tra il Colosseo e Campitelli per lo sventramento del tessuto urbanistico medievale al fine di permettere la costruzione di grandi arterie atte alle gloriose parate del regime, hanno subito durante la guerra e dopo un abbandono scriteriato, dal momento che le loro moli possenti, che arieggiano un ‘aria da fortilizio, non hanno mai perso un ‘eleganza architettonica che avrebbe meritato una cura ben altrimenti attenta. Fra tante, troppe banalità della cronaca spicciola risolta in pura chiacchiera, non so in quanti sappiano che nel dicembre del 1931, con il sottoscritto ancora in<br />
mente Dei, l’Albergo Bianco vide la presenza spettacolosamente incongrua del Mahatma Gandhi, che certo il governo sfruttò in funzione antibritannica, e che la Grande Anima, da politico accorto, non rifiutò. Un episodio curioso, ambiguo, ma che non è male ricordare: come segno di cinismo da una parte e di “flessibilità ” ideologica dall ‘altra. La Garbatella ha resistito nei decenni più che discretamente al degrado urbanistico della capitale. Ha mantenuto una sua integrità, non ha dovuto subire il massacro di altri quartieri romani. Fortuna e carattere. Io, che dal 1985 non vi abito più, le sono rimasto inguaribilmente legato. A testimoniarlo dignitosamente, credo non sia inutile l’esistenza di alcuni dei miei romanzi e dei miei racconti.<br />
Mario Lunetta<br />
Da: RIDOTTO n. 3 Marzo 2012</p>
Personaggi Uomini: 3
Personaggi Donne: 3
Bambini: 0
Comparse: 0
Totale personaggi: 6
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