MALEDETTA PRIMAVERA
Numero Libretto: 3960
Formato: cartaceo
Numero Atti: 1
Anno: 2012
Autore: CASTELLANI ENRICO
Lingua: ITALIANO
Dialetto: ITALIANO
Quadri: 1
Traduzione:
Genere: MONOLOGO
Note:
Introduzione: <p> La mia primavera araba</p>
<p>Maledetta primavera la mia primavera araba. E la mia ignoranza. La mia inconsapevolezza. La mia lontananza da quello che è accaduto e sta accadendo dall’altra parte del Mediterraneo. Maledetta primavera racconta la storia di una donna, di un uomo e del loro figlio. Lui decide di tornare in Egitto per combattere per il suo paese e la sua libertà Lei resta in Italia col figlio. Maledetta primavera racconta come questa scelta crea una separazione incolmabile Racconta come il mondo arabo per noi sia un panorama lontano Racconta la presa di coscienza di questa separazione profonda che porta con sé senso di colpa e indifferenza insieme. Da un lato sento il dovere di partecipare, almeno emotivamente alle rivoluzioni in corso, dall’altra riconosco di non conoscere Sulla carta ho infiniti strumenti per sapere di piú Ma non li uso. Sono insufficienti a cogliere l’anima reale di quello che là accade.<br />
Maledetta primavera è allora forse una riflessione sull’oggi. Su come tutto appaia a portata di clic, ma in realtà il mouse non basta a conoscere, a capire, ad appartenere Maledetta primavera esprime la mia difficoltà a orientarmi nella complessità del reale.<br />
La mia necessità di riconoscere questo disorientamento e questa fragilitá La mia impossibilità di prendere una posizione politica rispetto alla primavera araba perchè il mondo arabo ê un mondo che non conosco sufficientemente a fondo.<br />
Ho scritto Maledetta primavera in tournée a Bogotà, chiuso in un hotel agiato e sicuro. Fuori la città era un’altra La vedevo tutti i giorni, ci passavo in mezzo ma non riuscivo a coglierla La sera no Uscire era sconsigliato. Meglio restare dietro la vetrata come pesci in un acquario tutto quello che era sotto i miei occhi un numero incredibile di poliziotti, la povertà, i suoni, rumori, l’aria che respiravo mi parlava di un mondo che non avevo l’a b c per decodificare. Ma la misura delle distanza tra me e quel mondo non riuscivo a stabilirla L’ultimo giorno di festival in piazza Bolivar c’era il concerto di Manu Chao. Le strade erano invase di gente. Ho visto la chiusura del concerto su un megaschermo posizionato in una via laterale Manu Chao ha urlato- «instrucción libre para todos. La gente ha gridato con lui, Ha alzato le braccia al cielo. Ha saltato. Mi sono commosso Credo Maledetta primavera provi a raccontare anche questo. Questo abisso Maledetta primavera è insieme slancio vitale e rassegnazione. Malinconia e fervore. Status quo e provocazione Matedetta primavera non è un testo sulla primavera araba é un testo sulla mia impossibilità di scrivere un testo sulla primavera araba </p>
<p>Enrico Castellani</p>
<p>Da HYSTRIO n. 2 Aprile – Giugno 2013</p>
Personaggi Uomini: 1
Personaggi Donne: 0
Bambini: 0
Comparse: 0
Totale personaggi: 1
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